Testo e foto di Stefano AIraghi e Carmine Rubicco

‘Speriamo che i medici riescano a sistemarmi in fretta così potrò tornare alla scuola calcio’. Così saluta Lorenzo sporgendosi dal suo negozio di ‘cuoppi’ nel cuore di spaccanapoli. Ha 18 anni, fisico atletico, parlantina pronta e occhi svegli. Gestisce il piccolo take away da un anno e mezzo, da quando un problema congenito alle gambe gli ha impedito di proseguire la scuola calcio di Macerata. Quella del pallone è una passione di famiglia oltre che della città. È stato suo padre a fissarla nell’animo del giovane partenopeo. La vita nelle Marche era tranquilla, scandita da ritmi serrati ma sopportabili perché guidati da un’esigenza interiore. Tornare a Napoli non è stato facile. Soprattutto con la consapevolezza di non poter continurare in ambito sportivo. Lorenzo non si è lasciato vincere dallo sconforto. Sempre con l’aiuto del genitore ha aperto il piccolo negozio tra le strette vie del centro storico. Qui l’andamento delle giornate è cambiato radicalmente. Ci è voluto in po’ prima di poter prendere quello giusto. Ora Lorenzo è un perfetto creatore di cuoppi, ossia di quel contenitore conico di cartone ripieno di tipicità fritte. I turisti si avvicendano senza sosta ma non in maniera affastellalnte. Si avvicinano, scelgono le numerose pietanze e si siedono ai tavoli adiacenti ad attendere pazientemente. Il giovane napoletano senza fermarsi e senza fretta prepara gli ordini per poi distribuirli urlandone il nome dalla finestra che lo separa dalla strada. Il periodo ‘peggiore’, svela, non è l’estate. Il momento in cui quasi non riesce a muoversi dal numero esorbitante di richieste sono le feste natalizie. A dicembre le bancarelle che caratterizzano i vicoli di Napoli gli rubano lo spazio per i tavoli costringendo i clienti a sostare davanti al negozio. Non è una lamentela la sua. È semplicemente spiegare come si svolge il suo lavoro. L’amore per il calcio non lo ha certo abbandonato. Lo dice una foto di Maradona appesa nel piccolo corridoio accanto al bancone e lo dice la sua speranza di riuscire un giorno a tornare sul campo. Quando i dottori che ha interpellato riusciranno a rimettere in ordine le sue gambe nate con delle ossa più lunghe del normale.